martedì 20 dicembre 2011

Magari Al Buio E' Tutto Più Chiaro

Come se non vedessi più, non potessi più rendermi conto di quello che ho davanti.
Come se tutto fosse grigio, pieno di nebbia.
Non riesco nemmeno a riconoscere le lacrime che mi scorrono davanti.
Come se una patina mi coprisse il volto, il mio letto non ha più lo stesso colore.
Come se fossi abitato da qualcosa di diverso da me, come se non fossi io.
Non riesco nemmeno a riconoscere il sorriso che ho davanti.
Come se non avessi correnti dentro di me che mi indirizzano.
Mi ritrovo da solo di fronte alla mia coerenza distrutta, in balia di un'individualità inevitabile che mi palesa la responsabilità che può concernere solo me. Io devo muovere i miei passi, e se non ci riesco la colpa sta tutta nei miei piedi, nelle mie gambe, nei miei polpacci, nei miei quadricipiti. La colpa sta tutta in me. La debolezza è completamente mia.
In questo preciso momento non gravito. Vago. Vorrei sprofondare in un buco nero, non vedere più nulla. Non vedere più me. E chissà lì dentro cosa ci trovo. Magari al buio è tutto più chiaro.
Vorrei appoggiarmi in un posto sicuro, al riparo da tutto, fermare il tempo.
Cos'è tutto questo, cosa c'è qui dentro?
Vorrei poter chiudere gli occhi perché la mia mente ha già troppi stimoli che produce autonomamente. Tasti inutili, circuiti sterili, circoli viziosi. E' questo che crea ed è troppo impegnata a sguazzarci dentro. Vorrei buttare tutto nel cesso e ricominciare da capo a costruirmi, accendendo pian piano la luce, aprendo lentamente le palpebre, ricominciando una ad una a rinominare le cose, a imprimere nella mia mente le sensazioni.
Vorrei ricominciare da capo a costruire il mio corpo, la mia storia, i miei ricordi. Forse allora potrei tenere tutto sotto controllo, selezionando il passaggio all'entrata.
Vorrei ripartire dal primo giorno, quando ancora non c'era la luce.
E cazzo quanto odio questo modo verbale.
Voglio spengere la lampadina che mi illumina, non dare così importanza alla mia esistenza fisica.
Mi sono rotto il cazzo di essere così. Non serve a nulla.
Vorrei spengere la luce. Perché al buio è tutto più chiaro.


lunedì 12 dicembre 2011

Dove Gravito

Ho attraversato tempeste di meteoriti e evitato buchi neri. Ho perso parti di me e inglobato nuova materia.
Ora sono in una nuova parte dell'Universo.
Ho portato con me vecchi ricordi e vecchie abitudini (e alcune dovrei lasciarle andare lontane). Ho incontrato nuovi pianeti e provato nuove strategie di movimento (e non tutte mi hanno portato dove volevo).
Insomma. Sono qui, con qualche meteorite che ancora mi sbatte in testa e la mia orbita che ogni tanto viene deviata da forze oscure (chiamatele Pigrizia, Ansia, Confusione e Inerzia).
Gravito intorno al pianeta Musica, come facevo già prima, ma la mia orbita ora si è allontanata, forse per paura di sbatterci addosso. Ma in qualche modo è sempre presente nel mio mondo, di giorno e di notte è ben visibile nel mio cielo. Assume diverse forme, diventano due, tre, copre tutta la volta celeste, poi torna piccolo. Ma è sempre lì, in qualche modo.
Il pianeta Lavoro ogni tanto entra in collisione con me, ma non sono che accidenti temporanei. Purtroppo proprio non riesco ad avvicinarmi a lui in modo permanente e costruttivo. Mi evita, forse io evito lui a volte. Anche perché spesso c'è il pianeta Sonno. E' uno dei piaceri più grandi di cui l'uomo può godere. D'inverno, con le giornate piovose, sotto il piumone pesante riscaldato dal tepore prodotto dal mio stesso corpo. E' così bello esitare qualche minuto (che talvolta diventa qualche ora...) in più guardando fuori dalla finestra o sotto le coperte. Troppo spesso mi trovo a orbitare intorno a questo pianeta. Per quanto possa essere bello, però, dovrei rivolgere più frequentemente le mie attenzioni a tutti gli altri.
C'è il pianeta Lèggere che ultimamente si sta riavvicinando a me. Avevo dimenticato la sua forma, troppo immerso in pensieri autolesionisti e distruttivi. Le parole nella mia mente erano fin troppe, perché leggere quelle degli altri? Non riuscivo davvero a infilarci altro. Ma sbagliavo. Dovevo proprio fare il contrario: far entrare parole nuove, sane e sensate per eliminare i pensieri inutili e distruttivi che affollavano (e purtroppo frequentano ancora adesso talvolta) la mia mente.
C'è il pianeta Sudore, con tanti piccoli satelliti che mi fanno indolenzire i muscoli, allargare le spaccate, girare più veloce, rotolare con più grazia, sollevare con più forza, danzare con più leggerezza.
Un nuovo pianeta che è qui da poco ha un nome giapponese. Le persone che l'hanno visto e ci girano intorno vivono tutte col sorriso. Chissà che non capiterà anche a me.
Ci sono, poi, pianeti che hanno nomi di emozioni diverse. Emozioni umide, buie forti, speziate, multicolori e calde. Negli ultimi mesi ho provato la delusione di scoprire che le persone (non tutte, non molte, ma troppe) possono mentire, fino all'inverosimile e senza motivo e che è l'egoismo che muove molte di esse. Ho scoperto che, invece, altre persone possono offrire la loro mano anche se sono lontane. Ho imparato molto da molti e molte, rubando parole magari banali ma per me importanti. Ho sentito in me la disperazione della sconfitta e la forza di combattere. Ho pianto lacrime pesanti sorrette da sorrisi accoglienti, ho riso a lungo vicino a persone che lo meritavano. Ho sorriso amaramente, trattenuto dalla mia mente che ogni tanto avvelena anche il miele più dolce. Mi sono lasciato andare un po' di più, non pensando se dietro il precipizio c'è il burrone o l'acqua (e a quanto pare c'è l'acqua, calda al punto giusto e profonda per permettermi un bel tuffo carpiato).
Nel frattempo, incrocio orbite di altri pianeti che come me stanno cercando un equilibrio più stabile. Alcuni mi sono vicini da tempo, e anche se talvolta le direzioni non sono le stesse alla fine si sa che si torna vicini. Altri li ho incontrati ora dopo tanto tempo, non li ricordavo così belli. Altri ancora li ho visti avvicinarsi da lontano, e ora fanno parte del mio Sistema Solare.
Poi, ce n'è uno in particolare che si muove spesso accanto a me. E' Mio. Un pianeta fresco e pieno di vita, che brilla di luce propria.
Quando la mia forza non è abbastanza, mi aggrappo alla sua. Quando la sua non è abbastanza mi faccio forza e cammino per entrambi. Tocco la sua pelle e mi sento a casa, sento di essere nel posto giusto. Guardo nei suoi occhi e sono leggero. E quando nel letto il tepore che sento è il mio mescolato al suo, chiudere gli occhi è più bello, perché quando li riaprirò al mattino saranno i suoi la prima immagine.
E' difficile incontrare pianeti così belli in questo universo, ma è successo a me e sono fortunato, e mi dono completamente, perché lui si dona a me completamente. E con il suo pensiero riesco ad affrontare le mie paure, perché non combatto ormai solo per me.

Mi piace, il mio Sistema, e cammino per ampliarlo e renderlo migliore. Tutte queste luci e queste voci sono parte di me, ed è così bello viverle.
E' così bello vivere, dopotutto. Anche nell'incertezza e nella confusione, o se c'è un po' di dolore. Ogni mondo è bello e va esplorato. Ogni mondo merita di essere visitato, anche solo per un po', perché ogni mondo insegna qualcosa e ci fa diventare più belli, più forti, più pieni.
Quali mondi vivete?

domenica 11 dicembre 2011

Un Nuovo Mondo

on air: "Gravity" Vienna Teng

























Ci sono dei momenti nella vita in cui un sussulto sismico sposta l'asse di rotazione del nostro essere, e, seguendo leggi fisiche ben conosciute, anche il moto di rivoluzione si sposta, portandoci ora vicino a quel pianeta, poi a un altro, e un altro ancora, poi una stella, e un'altra ancora, fino a quando non si arriverà al corpo celeste che con più forza ci attirerà a sè. Cominceremo a gravitare con equilibrio, orbite ora più vicine, ora più lontane, velocità sinusoidi, un nuovo ecosistema si impadronirà di noi. Talvolta la gravità che ci attrarrà apparterrà a più stelle e pianeti e passeremo da uno all'altro, tenendoli vicini tutti simultaneamente.
Mai si potrà sapere se l'orbita su cui siamo ora rimarrà la stessa, e auguriamoci di no. Magari speriamo che la nostra orbita possa diventare più grande, circondare nuovi corpi, allargare gli orizzonti. Per avere una vista più ampia, vivere su diversi pianeti, per non morire su uno.
Graviteremo intorno al pianeta Musica, a Sudore, saremo attratti dal pianeta Lavoro, dal pianeta Studio. Le nostre orbite si incaglieranno nel pianeta Cibo. Ci sarà il pianeta Paura e il pianeta Ansia che attraggono le orbite instabili. Ci sarà il pianeta Dolore con i suoi satelliti chiamati Lacrime. Poi la nostra rivoluzione si sposterà su Piacere, Felicità e Serenità, tre piccole stelle che puoi vedere se alzi gli occhi in ogni momento. Prima o poi arriverà la stella chiamata Amore, la più lucente, accecante. Qualche pianeta avrà un nome di persona, altri delle cose che abbiamo intorno.
L'importante è non perdersi nel moto d'inerzia che porta all'entropia forzata nell'universo.
Da ogni pianeta si impara qualcosa, ed è importante visitarne il più possibile, prenderne il meglio.
Non ho più un solo mondo, ma sono un punto vagante nell'universo, appeso alle stelle che incontro. Mi faccio scaldare, poi riparto.
E ora sono qui.
Gravito nel sistema solare che si chiama Vita. La mia Vita.
Benvenuti a voi che gravitate.
Intorno a quali stelle e quali pianeti?