lunedì 12 dicembre 2011

Dove Gravito

Ho attraversato tempeste di meteoriti e evitato buchi neri. Ho perso parti di me e inglobato nuova materia.
Ora sono in una nuova parte dell'Universo.
Ho portato con me vecchi ricordi e vecchie abitudini (e alcune dovrei lasciarle andare lontane). Ho incontrato nuovi pianeti e provato nuove strategie di movimento (e non tutte mi hanno portato dove volevo).
Insomma. Sono qui, con qualche meteorite che ancora mi sbatte in testa e la mia orbita che ogni tanto viene deviata da forze oscure (chiamatele Pigrizia, Ansia, Confusione e Inerzia).
Gravito intorno al pianeta Musica, come facevo già prima, ma la mia orbita ora si è allontanata, forse per paura di sbatterci addosso. Ma in qualche modo è sempre presente nel mio mondo, di giorno e di notte è ben visibile nel mio cielo. Assume diverse forme, diventano due, tre, copre tutta la volta celeste, poi torna piccolo. Ma è sempre lì, in qualche modo.
Il pianeta Lavoro ogni tanto entra in collisione con me, ma non sono che accidenti temporanei. Purtroppo proprio non riesco ad avvicinarmi a lui in modo permanente e costruttivo. Mi evita, forse io evito lui a volte. Anche perché spesso c'è il pianeta Sonno. E' uno dei piaceri più grandi di cui l'uomo può godere. D'inverno, con le giornate piovose, sotto il piumone pesante riscaldato dal tepore prodotto dal mio stesso corpo. E' così bello esitare qualche minuto (che talvolta diventa qualche ora...) in più guardando fuori dalla finestra o sotto le coperte. Troppo spesso mi trovo a orbitare intorno a questo pianeta. Per quanto possa essere bello, però, dovrei rivolgere più frequentemente le mie attenzioni a tutti gli altri.
C'è il pianeta Lèggere che ultimamente si sta riavvicinando a me. Avevo dimenticato la sua forma, troppo immerso in pensieri autolesionisti e distruttivi. Le parole nella mia mente erano fin troppe, perché leggere quelle degli altri? Non riuscivo davvero a infilarci altro. Ma sbagliavo. Dovevo proprio fare il contrario: far entrare parole nuove, sane e sensate per eliminare i pensieri inutili e distruttivi che affollavano (e purtroppo frequentano ancora adesso talvolta) la mia mente.
C'è il pianeta Sudore, con tanti piccoli satelliti che mi fanno indolenzire i muscoli, allargare le spaccate, girare più veloce, rotolare con più grazia, sollevare con più forza, danzare con più leggerezza.
Un nuovo pianeta che è qui da poco ha un nome giapponese. Le persone che l'hanno visto e ci girano intorno vivono tutte col sorriso. Chissà che non capiterà anche a me.
Ci sono, poi, pianeti che hanno nomi di emozioni diverse. Emozioni umide, buie forti, speziate, multicolori e calde. Negli ultimi mesi ho provato la delusione di scoprire che le persone (non tutte, non molte, ma troppe) possono mentire, fino all'inverosimile e senza motivo e che è l'egoismo che muove molte di esse. Ho scoperto che, invece, altre persone possono offrire la loro mano anche se sono lontane. Ho imparato molto da molti e molte, rubando parole magari banali ma per me importanti. Ho sentito in me la disperazione della sconfitta e la forza di combattere. Ho pianto lacrime pesanti sorrette da sorrisi accoglienti, ho riso a lungo vicino a persone che lo meritavano. Ho sorriso amaramente, trattenuto dalla mia mente che ogni tanto avvelena anche il miele più dolce. Mi sono lasciato andare un po' di più, non pensando se dietro il precipizio c'è il burrone o l'acqua (e a quanto pare c'è l'acqua, calda al punto giusto e profonda per permettermi un bel tuffo carpiato).
Nel frattempo, incrocio orbite di altri pianeti che come me stanno cercando un equilibrio più stabile. Alcuni mi sono vicini da tempo, e anche se talvolta le direzioni non sono le stesse alla fine si sa che si torna vicini. Altri li ho incontrati ora dopo tanto tempo, non li ricordavo così belli. Altri ancora li ho visti avvicinarsi da lontano, e ora fanno parte del mio Sistema Solare.
Poi, ce n'è uno in particolare che si muove spesso accanto a me. E' Mio. Un pianeta fresco e pieno di vita, che brilla di luce propria.
Quando la mia forza non è abbastanza, mi aggrappo alla sua. Quando la sua non è abbastanza mi faccio forza e cammino per entrambi. Tocco la sua pelle e mi sento a casa, sento di essere nel posto giusto. Guardo nei suoi occhi e sono leggero. E quando nel letto il tepore che sento è il mio mescolato al suo, chiudere gli occhi è più bello, perché quando li riaprirò al mattino saranno i suoi la prima immagine.
E' difficile incontrare pianeti così belli in questo universo, ma è successo a me e sono fortunato, e mi dono completamente, perché lui si dona a me completamente. E con il suo pensiero riesco ad affrontare le mie paure, perché non combatto ormai solo per me.

Mi piace, il mio Sistema, e cammino per ampliarlo e renderlo migliore. Tutte queste luci e queste voci sono parte di me, ed è così bello viverle.
E' così bello vivere, dopotutto. Anche nell'incertezza e nella confusione, o se c'è un po' di dolore. Ogni mondo è bello e va esplorato. Ogni mondo merita di essere visitato, anche solo per un po', perché ogni mondo insegna qualcosa e ci fa diventare più belli, più forti, più pieni.
Quali mondi vivete?

2 commenti:

Bert ha detto...

forse sono immerso in una pioggia di asteroidi, cerco di schivarli per arrivare a superare quella stella e scoprire cosa viene dopo. Fatico, a volte vorrei fermarmi, ma qualcuno mi spinge a continuare e allora mi ricordo che forse ne vale proprio la pena.

Marta ha detto...

Hai ragione,quello che vediamo negli altri è una scelta.
Il velo di Maya è un po' come un certezza per noi, come una sorta di velo maschera, che sentiamo ci protegga.
Le cose sì, si sistemano sempre, in bene o in male, nel modo da noi ritenuto giusto o meno. Le cose si mettono sempre apposto.