sabato 17 marzo 2012

Vertigini

On air: "Cosmic Love" Florence + The Machine 
"Che cos'è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura." (Kundera)
Ho le vertigini ma amo stare sul ciglio del burrone, arrampicarmi e guardare dall'alto. Quando ero piccolo mi mettevo seduto sui muri dei ponti con le gambe che dondolavano metri sopra l'acqua che scorreva. Mi piace guardare in alto, mi piace guardare in basso. Ho sempre voluto volare e mi sono sempre disegnato con grandi ali di angelo, fino a che non si sono staccate, sanguinanti, qualche tempo fa. Ma non avrei bisogno di quelle per volare.
Il problema sono le vertigini.
Mi fanno credere che non posso guardare giù. Dicono che quello che c'è sotto non è per me. Mi impediscono di cadere, farmi un po' male. Ma tanto se ti fai male, le ferite si rimarginano sempre. E' fantastico vedere la pelle che si ricuce da sola, giorno dopo giorno, il nostro corpo è fantastico.
Comunque.
Vertigini, paure, ansie. Non sono altro che delle zavorre che ci tengono fermi. Ci lasciano a guardare dietro una ringhiera quanto potrebbe essere bello il mondo se solo la scavalcassimo e apprezzassimo il brivido della caduta. E se davvero potessimo volare? Non lo saprò se non scavalco. Non lo saprò se non cado.
Tutte le vertigini, tutte le paure, tutte le ansie, non sono altro che dei modi per impedirci di essere felici.
Ho paura di quello che mi attrae. Tutte le mie ansie servono a tenermi fermo, sospeso, statico nella posizione intermedia tra il dolore e la felicità che non è né l'uno né l'altra. Lo vedo, è tutto davanti a me, sotto di me, sopra di me, quello che voglio. Lo vedo benissimo, sta tutto lì e mi renderebbe pieno, sereno, felice. Mi renderebbe me, quello che vorrei essere. C'è tutto quello che vorrei. Basta superare la ringhiera e cadere. Sfiorare la terra planando e vorticare in volo.

 Faccio un salto nel vuoto a occhi chiusi, ed eccomi nell'aria che mi faceva paura. E' soffice, non fa male. Era qui per me da tanto tempo. Se solo avessi deciso di tuffarmi prima! Avrei goduto di questa bellezza a lungo nel passato. D'altronde non posso biasimare la debolezza che mi ha fatto credere che le vertigini fossero un avvertimento, ma posso prevenirla dal farlo in futuro. Voglio superare la ringhiera e assaporare la paura di cadere. Voglio saltare giù e diventare una vertigine.

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